“Sentieri erbosi mi hanno guidato un giorno verso il “Cennatoio”, e poi carovaniere, quelle piste misteriose o d’azzardo del Chianti, che uno sceglie come riversa carta di tarocchi. Vorrei chiamarle, anche oggi, primavera o estate quelle strade rivolte a un orizzonte in cui la luce sorrideva come avvolta in un sontuoso scialle di viole. Là ricordo sempre una voce della poesia che, per attimi, sostituì davvero la bussola o la mappa: “Avete ‘n voi li fiori e la verzura e ciò che luce od è bello a vedere”.
